Strategie di rilancio e nuovi progetti di comunicazione: il Made in Italy riparte da Arezzo

Martedì 14 dicembre si è tenuto ad Arezzo il primo Summit del Gioiello Italiano che ha visto la partecipazione di istituzioni locali, imprese e rappresentanti di grandi marchi della gioielleria.

L’evento, organizzato dall’Ente camerale assieme ad Arezzo Fiere e Congressi, Comune di Arezzo e Italian Exhibition Group, è stato pensato con l’intento di individuare strategie e progetti utili al sostegno di un settore così strategico per l’economia nazionale e per quella aretina in particolare.

Con l’occasione è stato presentato anche VIVI ORO, nato proprio per sostenere e valorizzare l’eccellenza del distretto aretino e di tutto il settore orafo italiano. A presentare la campagna di comunicazione che lancia il progetto, Laura Inghirami, influencer e fondatrice di Donna Jewel, che si è resa testimonial del progetto e portavoce dell’iniziativa.

“Le aziende del settore orafo e della gioielleria, in uno dei momenti più difficili della storia del nostro paese, quale è stato quello della emergenza pandemica, hanno saputo reagire con la caparbietà e la capacità di innovare che hanno più volte dimostrato. Come Camera di Commercio intendiamo essere anche oggi al loro fianco e lo facciamo mettendo a disposizione il marchio collettivo VIVI ORO. Si tratta di un importante strumento di garanzia e di marketing, creato per accompagnare sui mercati nazionali ed esteri le produzioni di altissima qualità delle nostre aziende. Produzioni che sono frutto di un patrimonio fatto di tradizione, abilità tecniche, creatività e stile. Un patrimonio che vogliamo contribuire a preservare, sviluppare e appunto a promuovere” – ha detto Massimo Guasconi, Presidente della Camera di Commercio di Arezzo-Siena.

Le grandi istituzioni del settore si sono unite per discutere strategicamente del futuro dell’oreficeria italiana e della sua ripresa dopo le sfide economiche degli ultimi due anni. L’emergenza sanitaria ha portato una maggiore unione tra le aziende del settore e ha portato le vendite via e-commerce ad aumentare del 30%. Adesso la sfida è quella di incrementare la presenza digitale in modo puntuale, attraverso social media, e-commerce e marketplace.

Dal confronto tra molteplici brand, istituzioni e associazioni di categoria, è emerso come il Made in Italy del gioiello stia rafforzando il suo posizionamento sul mercato globale puntando su valori fondamentali quali la sostenibilità, il branding e la formazione.

Tra i principali obiettivi di VIVI ORO c’è riportare il consumatore finale in gioielleria, garantendo autenticità e qualità degli oggetti preziosi, e avvicinare i giovani, ad oggi lontani dall’idea di acquistare gioielli, ad apprezzare il valore dell’oro.

Il progetto è stato presentato a tutti i presenti attraverso una campagna di comunicazione di impatto, firmata Jam Communication.

“Il progetto VIVI ORO – dichiara Giordana Giordini, Presidente Sezione Oreficeria e Gioielleria di Confindustria Toscana Sud – nasce con l’obiettivo di avvicinare il settore della gioielleria ai giovani, tramite un linguaggio più vicino a loro come quello legato ai social. Le aziende orafe prima della pandemia erano poco digitalizzate rispetto ad altri settori, ma adesso hanno capito l’importanza della rete e stanno investendo sempre più nell’e-commerce e nel marketing digitale. L’oro infatti ha da sempre affascinato e trasmesso emozioni e tramite la campagna social che stiamo per lanciare vogliamo accrescere l’interesse e il coinvolgimento dei giovani affinché scoprano l’emozione dell’acquisto di un gioiello in oro. Il nostro settore ha una grande tradizione storica ma dobbiamo impegnarci tutti per essere al passo coi tempi e cogliere le immense opportunità che la rete offre”.
VIVI ORO nasce proprio per valorizzare l’eccellenza del distretto orafo aretino raccontando l’oro attraverso storie ed emozioni, e creando così un vero e proprio punto d’incontro per le imprese produttrici.

Credits immagine: https://www.gold-italy.it/it/news/generali/il-futuro-del-settore-al-primo-summit-del-gioiello-italiano-ad-arezzo

“L’Italia – sostiene il Presidente di Confartigianato Orafi, Luca Parrini – rappresenta da sempre il principale mercato di sbocco della produzione dei piccoli laboratori orafi artigiani ed assorbe circa il 20% dell’oreficeria Made in Italy. Negli ultimi 10 anni tuttavia i consumi di gioielli sul mercato italiano si sono quasi dimezzati. Una delle principali cause è sicuramente la fortissima concorrenza dei prodotti ICT legati alla telefonia e degli oggetti di bigiotteria e accessori moda che vengono promossi attraverso l’utilizzo di massicce campagne pubblicitarie. Proprio da queste analisi è nata dalla Consulta orafa di Arezzo l’idea di una campagna di comunicazione destinata al grande pubblico dei consumatori italiani. Con il marchio collettivo VIVI ORO, partendo da Arezzo, abbiamo l’ambizione di rilanciare l’immagine del gioiello Made in Italy.

VIVI ORO, infatti, è il primo brand collettivo italiano che unisce sotto il suo nome i più esperti produttori orafi, un luogo di incontro tra le eccellenze italiane del settore per promuovere l’oreficeria Made in Italy e portare sempre più persone a conoscere e apprezzare questa antica arte, a partire proprio dai giovani.“La connessione tra il territorio di Arezzo e il mondo orafo è ormai storica – ha aggiunto Mauro Benvenuto, Presidente degli Orafi CNA della Toscana e della Provincia di Arezzo. Anche se non vogliamo andare troppo indietro e ricordare la tradizione etrusca, c’è tutta la storia dal secondo Dopoguerra in poi a testimoniare questo legame. Con queste solide basi nel passato, possiamo guardare al presente con occhio lucido e aiutarci con i numeri per capire di cosa stiamo parlando. I dati del terzo trimestre 2021 ci dicono che ad Arezzo sono attualmente attive 1.161 imprese, contro le 514 di Vicenza e le 736 di Alessandria. Queste mille e più aziende danno lavoro a 7.583 addetti e mi piace sottolineare la ripresa degli occupati che al quarto trimestre del 2020, nell’anno orribile dell’esplosione della pandemia, erano arrivati a 7.541. In netto recupero anche il nostro export, nei primi sei mesi di quest’anno le esportazioni di gioielleria hanno sfiorato quota due miliardi. Per questo crediamo che sia più che mai opportuno restare saldamente agganciati al treno della ripresa, ben vengano momenti di confronto come questo, ancora di più se tramite questi incontri riusciamo a elaborare strategie comuni per affrontare le sfide del mercato”.

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